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Nuova pubblicazione del Centro Sperimentale di Cinematografia: "Hollywood sul Tevere. Anatomia di un fenomeno" a cura di Stefano della Casa e Dario Edoardo Viganò.
Esce nelle librerie la nuova
pubblicazione del Centro Sperimentale di
Cinematografia: "Hollywood sul Tevere.
Anatomia di un fenomeno" a cura di Stefano
Della Casa e Dario Edoardo Viganò.
Il volume è edito congiuntamente a Cinecittà
Luce con la partecipazione di NBC Universal Global
Networks Italia (Studio Universal TV) e distribuito dalla
Mondadori Electa di Milano.
La chiamavano Hollywood sul
Tevere: le major si erano stabilite a Roma, le star - quelle
vere, immortalate sul Sunset Boulevard (ma per molte era iniziato
Il viale del tramonto) - scendevano dagli aerei e si insediavano
nei grandi alberghi della capitale, corteggiate dai divi nostrani e
inseguite dai paparazzi, l'industria del cinema funzionava a pieno
ritmo, i registi americani spendevano e spandevano, gli artigiani
italiani collezionavano sugli stessi set pellicole in serie e
spesso i "film di recupero" funzionavano al botteghino più
dei celebrati kolossal. Roma era di nuovo caput mundi, i grandi
produttori italiani, Carlo Ponti, Dino De Laurentiis, Goffredo
Lombardo, Peppino Amato, che riceveva i registi in vestaglia nella
sua suite personale, facevano gli americani e gli avventurieri del
cinema "mordi e fuggi" cercavano di imitarli, montando improbabili
film. Tanto il pubblico accorreva comunque, il successo era
garantito.
Sbarcarono Montgomery Clift e
Jennifer Jones, Joseph Cotten e Kirk Douglas, Mel Ferrer ed Errol
Flynn, Henry Fonda e Buster Keaton, Joan Fontaine e Ava Gardner,
Audrey Hepburn e Abbe Lane, Victor Mature e Paul Muni, Anthony
Perkins e Anthony Quinn, George Raft e Orson Welles, Vera Miles e
Shelley Winters. Nomi sparati a caratteri cubitali nei titoli di
testa e sulle locandine dei film hollywoodiani, che per magia
uscivano dallo schermo e si materializzavano per le vie di Roma,
sotto gli sguardi egualmente curiosi di fan e giornalisti.
Riempivano le pagine dei rotocalchi e in immagini debitamente
selezionate si prestavano al commento, complice e a volte
irridente, dei cinegiornali. Di fronte a loro i divi nostrani
smarrivano il loro fascino, ma abili press-agent costruivano
fantastiche storie d'amore per recuperare terreno. E un alone di
mistero e seduzione avvolse finalmente anche i nostri attori.
Ma come accadde tutto questo? Come
si è passati nel giro di pochi anni dalla Cinecittà
autarchica del regime, con tanto di proibizionismo nei confronti
dei film americani, alla Hollywood sul Tevere? Quali meccanismi
produttivi e finanziari resero possibile quel miracolo, figlio
legittimo di un autentico boom economico? Quali ricordi conservano
i protagonisti di quegli anni: i registi, gli attori, i
produttori?
Il presente volume, la prima
pubblicazione sul fenomeno della Hollywood sul Tevere (che
già ispirò, fin dall'omonimo titolo, il libro di
memorie della formidabile coppia di agenti cinematografici Hank
Kaufman e Gene Lerner), offre una risposta a queste domande, ed
altre ancora, proponendo un'analisi di tutti gli elementi che hanno
concorso alla realizzazione di un meccanismo produttivo che ha
suscitato profondi risvolti sociali.
Il volume contiene saggi di Elena
Mosconi, Simone Venturini, Guglielmo Pescatore, Orio Caldiron,
Raffaele De Berti, Alberto Crespi, Marco Spagnoli, Luca Pallanch e
le interviste, a cura di Marco Grossi, al direttore della
fotografia Giuseppe Rotunno, al cartellonista Silvano "Nano"
Campeggi, agli attori Elsa Martinelli, Lando Buzzanca e Franco
Interlenghi, al regista Giovanni Fago. Straordinarie foto,
provenienti dall'Archivio fotografico del Centro Sperimentale di
Cinematografia e dall'Archivio storico Luce, corredano il volume e
ci restituiscono la magia di quell'epoca irripetibile.
Il volume è
acquistabile specificando, nel richiederlo presso i punti vendita
librari, che la distribuzione è curata da MONDADORI ELECTA
Milano. Il prezzo di copertina è di 35,00 euro. La
Fondazione non effettua vendita diretta di questo
titolo.